Quando rompere apposta diventa illegale

scorcio di città prima e dopo la creazione di zona pedonale Scorcio di città prima e dopo la creazione di zona pedonale

Per anni è stata una sensazione. Poi un sospetto. Infine una certezza: molti oggetti sono progettati per morire presto. Non per errore. Non per caso. Ma per scelta. Si chiama obsolescenza programmata: prodotti difficili da riparare, batterie incollate, viti proprietarie, pezzi di ricambio introvabili. Il messaggio è semplice: non aggiustare, ricompra. Eppure, da qualche anno, qualcosa si è rotto davvero. Il sistema.

La Francia: la prima a dire “basta”.

Nel 2015 la Francia è diventata il primo paese al mondo a rendere illegale l’obsolescenza programmata. Non uno slogan. Una legge. Le aziende colte a progettare prodotti destinati a rompersi intenzionalmente rischiano: multe fino al 5% del fatturato sanzioni penali danni reputazionali reali Ma il passo decisivo arriva nel 2021 con l’indice di riparabilità. Su smartphone, laptop, TV, lavatrici compare un numero da 0 a 10. Più è alto, più il prodotto è: facile da smontare riparabile supportato da pezzi di ricambio documentato Improvvisamente, la riparazione diventa visibile. E il consumatore smette di essere cieco.

L’Europa segue (finalmente)

Quello che sembrava un esperimento francese oggi è una direzione chiara dell’Unione Europea. Con il pacchetto normativo noto come Right to Repair, l’UE sta imponendo: obbligo di ricambi disponibili per anni divieto di ostacoli software alla riparazione maggiore accesso ai manuali tecnici estensione della vita utile dei prodotti Tradotto: riparare deve tornare a essere più logico che buttare. Non solo per l’ambiente. Per l’economia reale. Per il rispetto di chi compra.

I produttori che hanno dovuto cambiare rotta

Alcuni marchi hanno già iniziato a: ripensare il design (meno colla, più viti standard) rendere sostituibili batteria e display migliorare i punteggi di riparabilità Non per altruismo. Ma perché la legge li ha costretti. E quando il gioco cambia, anche i giganti si adattano.

♻️ Non è nostalgia. È futuro.

Riparare non è tornare indietro. È andare avanti con meno sprechi, meno rifiuti, meno dipendenza. Ogni oggetto che vive un anno in più: consuma meno risorse produce meno CO₂ genera lavoro locale (tecnici, artigiani, centri assistenza) È economia circolare vera, non da brochure.

Per decenni ci hanno fatto credere che fosse normale buttare. Che fosse progresso. Che fosse inevitabile. Poi qualcuno ha fatto una cosa semplice: ha scritto una legge. E ha dimostrato che il problema non era la tecnologia. Era la volontà.

SOSTENIBILITA' Settimana 3 · 2026