Le città che stanno cambiando davvero: esempi concreti di spazi restituiti alle persone

scorcio di città prima e dopo la creazione di zona pedonale Scorcio di città prima e dopo la creazione di zona pedonale

Negli ultimi anni, lontano dai grandi annunci e dalle opere spettacolari, molte città stanno adottando un approccio diverso allo spazio urbano: meno infrastrutture pensate solo per il traffico, più luoghi progettati per la vita quotidiana. Non si tratta di visioni futuristiche, ma di interventi reali, già misurabili, che stanno migliorando la qualità della vita di milioni di persone.

Uno dei casi più citati è Parigi. A partire dal 2020, l’amministrazione ha avviato un programma sistematico di trasformazione delle strade scolastiche: oltre 200 vie davanti alle scuole sono state chiuse al traffico o fortemente ridotte, convertendole in spazi pedonali con alberi, panchine e pavimentazioni permeabili. Il risultato non è solo una maggiore sicurezza per bambini e genitori, ma anche una riduzione misurabile dell’inquinamento locale e un uso più sociale dello spazio urbano.

Un altro esempio concreto arriva da Barcellona con il progetto delle Superilles (Superblocks). Interi isolati vengono riorganizzati limitando il traffico di attraversamento e restituendo le strade interne a pedoni e residenti. In quartieri come Poblenou, le superfici prima dedicate alle auto sono diventate spazi per sedersi, giocare, incontrarsi. Studi del Comune indicano un calo significativo del rumore e un aumento dell’attività economica locale, grazie a bar, negozi e servizi di prossimità che beneficiano di una maggiore presenza di persone.

Anche città meno note al grande pubblico stanno seguendo questa direzione. Groningen, nei Paesi Bassi, ha ridisegnato il proprio centro già dagli anni ’70, impedendo l’attraversamento automobilistico diretto e favorendo biciclette e percorsi pedonali. Oggi è una delle città europee con la più alta percentuale di spostamenti in bicicletta, e i dati mostrano benefici duraturi in termini di salute pubblica e riduzione delle emissioni.

In Milano, senza stravolgimenti radicali, il progetto Piazze Aperte ha trasformato incroci e slarghi asfaltati in piazze tattiche, utilizzando vernici, arredi temporanei e verde leggero. Piazze come Piazza Dergano o Piazza Angilberto II sono passate da nodi di traffico a luoghi di incontro. In molti casi, questi interventi temporanei sono stati resi permanenti dopo aver osservato un miglioramento della vivibilità e dell’uso dello spazio da parte dei residenti.

Fuori dall’Europa, New York offre un esempio emblematico con la trasformazione di Times Square. Tra il 2009 e il 2014, una delle aree più congestionate della città è stata progressivamente pedonalizzata. Contro ogni previsione negativa, gli incidenti sono diminuiti, i tempi di percorrenza nelle strade adiacenti non sono peggiorati e l’area è diventata uno spazio urbano più sicuro e fruibile, oltre che economicamente più attrattivo.

Questi interventi hanno alcuni elementi in comune. Non partono dall’idea di “aggiungere” qualcosa di complesso, ma spesso dal togliere: corsie, parcheggi, traffico di attraversamento. Lo spazio liberato viene poi restituito alle persone in forme semplici: panchine, alberi, zone d’ombra, percorsi chiari. Non serve un’architettura iconica per migliorare una città, ma una decisione politica e progettuale chiara.

I dati raccolti in diverse città mostrano effetti ricorrenti: aumento dell’uso dello spazio pubblico, maggiore permanenza delle persone nei quartieri, benefici per le attività locali, riduzione del rumore e, in molti casi, miglioramenti nella salute mentale percepita dai residenti. Non sono soluzioni perfette né immediate, ma processi graduali che funzionano perché partono dalla vita reale.

Queste esperienze dimostrano che il cambiamento urbano non è una promessa astratta. È già in atto, fatto di scelte concrete e misurabili. Restituire spazio alle persone non significa rinunciare alla funzionalità delle città, ma ridefinirla: meno velocità, più qualità. In molti luoghi del mondo, questa transizione è già cominciata, strada dopo strada.

AMBIENTE Settimana 3 · 2025