Il Portogallo ha dimostrato che il futuro non è un’utopia.
Per alcuni giorni consecutivi, il Portogallo ha prodotto più elettricità da fonti rinnovabili di quanta ne abbia consumata. Niente carbone. Niente gas. Niente nucleare. Solo sole, vento e acqua.
Non si è trattato di un esperimento né di un test controllato. È successo nella vita reale, mentre il Paese continuava a funzionare: case, aziende, trasporti, servizi.
Secondo i dati ufficiali del sistema elettrico nazionale, l’energia eolica, solare e idroelettrica hanno coperto l’intero fabbisogno, senza blackout e senza emergenze.
Per anni ci è stato ripetuto che le rinnovabili sono instabili, che non possono sostenere un sistema moderno e che servono sempre le fonti fossili come supporto.
Il Portogallo ha dimostrato che queste affermazioni non sono leggi fisiche, ma scelte politiche ed economiche.
Il punto non è che il Portogallo sia perfetto. Il punto è che ha investito con continuità, pianificando nel lungo periodo e migliorando le proprie reti.
Non ha aspettato la soluzione magica. Ha costruito un sistema.
Questa non è una favola
La tecnologia esiste già. Le soluzioni funzionano già. Quello che spesso manca non è l’energia, ma la volontà di cambiare direzione.
Se un Paese può funzionare, anche solo per alcuni giorni, senza fonti fossili, allora il problema non è tecnico.
È una questione di scelte.